Oltre a tutte le sacrosante critiche che si possono muovere alla condotta politica della "destra radicale" negli ultimi venti-trenta anni, quella che fa forse più male è la carenza di idee innovative. La destra radicale, e questa è una tesi diffusa, ha smesso di produrre innovazioni, tematiche e discussioni all’avanguardia. Sotto questo aspetto, si dice, siamo rimasti fermi agli anni 70, quando la nostra cultura proponeva problemi come il mondialismo e l’ambiente che erano in quel momento realmente innovativi: testimonianza ne è che ora quei temi sono attualissimi, nelle vesti di globalizzazione e clima/ambiente. Tralasciando per ora le cause di questa stasi culturale e di idee, anche perchè nel mio piccolo non le saprei individuare, si nota, ed è innegabile, negli ultimi immediati anni una piccola crepa in questo immobilismo. Sto parlando delle OSA e delle ONC, rispettivamente Occupazioni a Scopo Abitativo e Occupazioni Non Conformi, che hanno sancito da tre-quattro anni una novità, seppur non esclusivamente ideologica, sicuramente pragmatica e d’azione. Non sono a conoscenza di altre esperienze simili in passato della nostra parte politica. Tutto comincia, e purtroppo per il momento resta, a Roma dove da tre-quattro anni assistiamo al continuo sorgere di queste occupazioni, in parte a scopo abitativo per la diffusione del Mutuo Sociale (da non confondersi con le iniziative di Action e co., per maggiori informazioni www.mutuosociale.org), in parte no, e quindi identificabili nella vulgata come "centri sociali di destra" (che è anche il titolo di un, mi dicono, valido volume, che purtroppo ancora non riesco a leggere). Realtà che sono espressione di una rinnovato radicamente politico, di un rinnovato vigore, e che presuppongono mentalità d’azione e organizzazione. Il motto scassina-entra-barrica (una canzone degli Hate4Breakfast, credo) con il quale decine di persone individuano uno stabile abbandonato, ne prendono possesso, lo rendono riutilizzabile e lo ridonano sia al quartiere in cui si trova sia al nostro mondo è una crepa di quell’immobilismo che parlavamo prima che ci lascia almeno la speranza del futuro. L’ultima OSA è nata appena due giorni fa, a Vigne Nuove a Roma, ma molte negli scorsi mesi o anni sono anche scomparse, vittime di un’amministrazione comunale (Roma) e di una linea politica (nazionale) fatta di due pesi-due misure. La mia domanda-augurio ora è: quando il fenomeno varcherà i confini romani? L’unica esperienza in questo genere è CasaPoundLatina, ma che è sempre figlia dell’ambiente romano.Anni fa credo ci sia stato qualcosa del genere a Catania, ma durò poche. Di altre non sono a conoscenza.