A L A L A Z E I N !

October 26, 2007

WWW.ALALAZEIN.INFO: Alalazein si sposta e riapre!

Filed under: Cultura
Ci si vede tutti su www.alalazein.info
Come prima, più di prima 
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July 17, 2007

EJA EJA ALALA’(ZEIN)!

Filed under: Cultura

Alalazein saluta i suoi lettori e commentatori (sperando che in futuro ce ne siano di più) e da loro appuntamento al periodo di Settembre-Ottobre.

Questi primi mesi sono stati un pò una prova sul campo per il Blog, che saprà reinventarsi e migliorare.

 

 Eja Eja

   Alalà(zein)! 

 

 

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July 7, 2007

Il tramonto dell’occidente

Filed under: Cultura

Oswald Spengler,intellettuale della tumultuosa Germania fra le due guerre,classe 1880, il cui nome è indissolubilmente legato a quel Der Untergand des Abendlands che tanto divenne famoso a suo tempo, di Storia e di Civiltà doveva capirne,seppure a modo suo. Doveva capirne se le sue previsioni sono talmente profetiche da doversi ancora avverare del tutto.
Il Tramondo dell’Occidente(il Der Untergang etc. citato prima) è l’opera magna in cui illustra la sua morfologia della storia,su cui sicuramente ritorneremo in questo appena nato Blog, che si basa su di una concezione ciclica,quasi biologica delle Civiltà. Esse,in estrema sintesi(magari il buon Oswald si starà rivoltando nella tomba)nascono,ascendono,decadono. La sua attualità, in questi tempi duri per tutto l’Occidente alle prese con nemici invisibili,metafisici,endogeni,interni,esterni,sproporzionati,mediatici e così via, sta già nel titolo della sua opera:

" quello che ci appare più chiaro nei suoi contorni è il ‘tramonto dell’antichità’, mentre già oggi avvertiamo chiaramente in noi e intorno a noi i primi indizi di un avvenimento ad esso del tutto analogo per corso e durata, che appartiene ai primi secoli del prossimo millennio: il ‘tramonto dell’Occidente’ "

Termino questo breve primo post di Anni decisivi con i versi di Goethe che stanno ad epigrafe del best seller di Spengler:

Wenn im Unendlichen dasselbe
Sich wiederholend ewig fließt,
Das tausendfältige Gewölbe
Sich kräftig ineinander schließt,
Strömt Lebenslust aus allen Dingen,
Dem kleinsten wie dem größten Stern,
Und alles Drängen, alles Ringen
Ist ewige Ruh in Gott dem Herrn.

Quando nell’infinito una stessa cosa
ripetendosi, scorre eterna
la volta dalle mille pieghe
si disserra con potenza;
gioa di vita fluisce da tutte le cose
dalla più piccola e dalla più grande stella
ed ogni lotta, ogni tumulto
è pace eterna in Dio, il Signore.

 

 

 

Aiace 

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July 4, 2007

Filed under: Cultura

Duecento anni fa nasceva nell’allora italiana Nizza Giuseppe Garibaldi, l’eroe dei due mondi, il condottiero che combattè per l’unità d’Italia.

 

O ROMA, O MORTE! 

 

 

Aiace 

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July 3, 2007

Storace, è scissione da AN

Filed under: Politica

Dopo gli avvertimenti che già tre anni fa Francesco Storace lanciava a Gianfranco Fini, dopo un tira e molla più frenetico negli ultimi dodici mesi, il senatore, già presidente della Regione Lazio, ha ufficializzato questa mattina, con una lettera indirizzata al Circolo di AN-Balduina, la sua decisione di lasciare Alleanza Nazionale con l’intento di lavorare alla "strutturazione della Destra in Italia".

Come altri, Storace non vedeva più nel Partito di Fini un partito di destra, ma uno dei tanti partiti "convergenti al centro" che ci sono in Italia.
Storace ha accompagnato questa decisione con il lancio di un nuovo simbolo, la cui realizzazione grafica a dir la verità lascia molto a desiderare, che rappresenta un cerchio, nella sua metà inferiore tripartito con un tricolore, in quella superiore con la scritta "la Destra", il tutto accompagnato con una fiaccola dorata.
La fiaccola fu già simbolo del Fronte della Gioventù, poi ripresa "mozzata" del braccio da Azione Giovani e ora dunque rispolverata da Storace.

Per il momento, dalle dichiarazioni di questa mattina, il primo a seguire Storace è Musumeci, già dissidente di AN in Sicilia dove ha fondato, con un certo successo personale, Alleanza Siciliana.
Storace questa sera sarà ospite a Ottoemezzo di La7 per chiarire la situazione. Alea iacta est.

 

Aiace

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July 1, 2007

PICCOLI FUTURISTI CRESCONO

Filed under: Cultura

dal Secolo d’Italia:


PICCOLI FUTURISTI CRESCONO
ASPETTANDO IL 2009


Adriano Scianca

«Verranno contro di noi, i nostri successori»: a giudicare da questa sentenza di Filippo Tommaso Marinetti, contenuta nel primo Manifesto del Futurismo del 1909,  potremmo dire che il grande artista se non altro non fu un buon profeta. A pochi mesi dallo scoccare del centenario del proclama marinettiano, infatti, l’ambiente culturale italiano sembra decisamente orientato in senso opposto. A giudicare dall’impressionante mole di saggi, mostre, siti dedicati al movimento d’avanguardia possiamo tranquillamente constatare che il belpaese sia affetto da futurismomania, cosa che significativamente non accade per altre avanguardie artistiche novecentesche.

È ad esempio di questi giorni la pubblicazione presso le edizioni Liberilibri de L’Aeroplano del Papa. Romanzo profetico in versi liberi, (238 pagine, 15 €), testo marinettiano apparso in Italia nel 1914 per le Edizioni Futuriste di «Poesia», traduzione de Le Monoplan du Pape, già pubblicato a Parigi due anni prima. Il volume, che contiene anche una prefazione di Giampiero Mughini, racconta di un surreale e rocambolesco volo sul Vaticano finalizzato addirittura a rapire il Papa. Il che, se non altro, dimostra come il pensiero laico, in Italia, non sia certo stato inventato da Vladimir Luxuria. Per i puristi dello spirito futurista, consigliamo di acquistare il libro presso la libreria La Testa di Ferro (a Roma, in via San Martino ai Monti n° 59), che nel nome, nell’arredamento e nelle scelte librarie richiama esplicitamente ambientazioni avanguardiste d’inizio Novecento. Il tutto, magari, accompagnato da laute libagioni ispirate alla innovativa cucina futurista, grazie al libro omonimo del 1932, anch’esso tornato da pochi mesi in libreria (Marinetti e Fillia, Cucina Futurista, edizioni Viennepierre, 256 pagine, 20 €).

Sempre in questi giorni, inoltre, il Museo d’Arte Moderna di Bologna continua ad ospitare (dal 6 maggio fino al prossimo 4 novembre) la mostra Vertigo, il secolo di arte off-media dal Futurismo al web. Già il titolo dell’esposizione sembra cogliere un aspetto centrale: il futurismo come antesignano del superamento delle barriere settoriali artistiche in direzione della multimedialità. Il che fa del movimento di Marinetti il vero antenato del linguaggio del web. E proprio la rete, infatti, sembra il mezzo privilegiato in cui si esprime questo improvviso revival futurista. Pensiamo ai video surreali di Claudio Castelli, la cui filiazione futurista sembra indubbia (Cfr. http://www.myspace.com/castelliclaudio).

Oppure, su un altro versante, pensiamo ai nascenti fermenti “neofuturisti”. Antonio Saccoccio, fondatore del movimento omonimo e curatore del blog http://neofuturistiitaliani.splinder.com, ribadisce energicamente questo legame linguaggio artistico e linguaggi multimediali: «I Neofuturisti, il cui movimento nasce nel 2006 ed è in cantiere fin dal 2005, sono il primo movimento artistico-culturale italiano nato sul web da una libera aggregazione di bloggers. Questo è uno degli aspetti più rivoluzionari dell’avanguardia neofuturista. Il nostro Neofuturismo si caratterizza, già dalla sua origine, come NetFuturismo e non può fare a meno della rete». Ci si può chiedere quale possa essere, in verità, il senso e l’attualità di un futurismo del 2000. «Non certo il culto passatista della tela di Balla o dell’autografo di Marinetti – risponde Saccoccio – quanto piuttosto la convinzione che la società contemporanea sia morta e che sia giunto il momento di cambiare radicalmente rotta, di iniziare a contestare con forza le convenzioni sociali. E per questo sono necessari coraggio, dinamismo e fiducia estrema nelle possibilità dell’uomo contro il conformismo globale della società iper-massificata dei nostri giorni. La mentalità utilitaristica e opportunistica, la dittatura del “politicamente corretto”, le vecchie categorie politiche, certi conduttori televisivi, certi artisti schiavi del mercato sono tutti espressione di uno spirito passatista che va combattuto accanitamente».

Medesimo spirito, ma stavolta più declinato in senso sociale, anima il Circolo Futurista Casal Bertone sorto a Roma in via degli Orti di Malabarba (che, come indirizzo, ha già un sapore piuttosto marinettiano). Il circolo, nato in un quartiere sostanzialmente privo di spazi aggregativi, sembra raccogliere le istanze più disparate, dalla goliardia giovanile all’impegno sociale, dalla cultura al tifo calcistico (romanista, in questo caso). «Fra le iniziative che stiamo promuovendo per il quartiere – spiega Mauro Antonini, segretario del circolo – c’è l’allestimento della biblioteca “Valentine de Saint-Point” e la mostra che prossimamente darà spazio al giovane pittore Corrado Delfini. Particolare menzione merita il “Teatro Non Conforme”, con il quale stiamo preparando uno spettacolo sperimentale dedicato alla strage di Bologna (per la quale, c’è una sentenza che fa acqua da tutte le parti) nonché uno spettacolo itinerante per bambini che speriamo di portare nelle scuole. Sul versante propriamente sociale, inoltre, abbiamo intenzione di dar vita a battaglie contro l’emergenza abitativa e per la riqualifica ambientale». Già, ma cosa c’entra il futurismo in tutto ciò? «Per noi essere futuristi non vuol dire copiare pedissequamente i modelli di cento anni fa – prosegue Antonini – quanto piuttosto riscoprire un certo modo di comunicare che è più che mai attuale. Un modo provocatorio, innovativo, spiazzante, da “distruttori di certezze”. Significa rifarsi ad un’avanguardia schiettamente italiana nettamente in anticipo sui tempi anche in ambiti poco conosciuti, come quello relativo al ruolo della donna. Significa, infine, vivere la comunità in modo festaiolo e non bigotto, un po’ sulla falsariga della Fiume dannunziana raccontata da Claudia Salaris ne La festa della Rivoluzione. Un esempio? La staffetta organizzata pochi giorni fa dalla parrocchia di Santa Maria Consolatrice alla quale ci siamo iscritti in massa, arrivando tutti rigorosamente ultimi ma imponendo il nostro stile comunicativo con canti e slogan che hanno svegliato il quartiere. In seguito a questa gioiosa provocazione i Comunisti Italiani hanno pubblicamente espresso solidarietà al parroco con tono molto contrito. Uno spasso…». 

Ciò che emerge, insomma, è una voglia prorompente e diffusa di rifarsi allo spirito, più che alla lettera, di un movimento che nell’elaborazione teorica e artistica, nel costume e nella comunicazione appare del tutto in sintonia con le istanze espresse dalla contemporaneità, magari più di quanto lo siano ideologie e correnti intellettuali più pubblicizzate eppure completamente superate dagli eventi. Dalle biotecnologie alla realtà virtuale, c’è tutto un mondo ricco di sfide ed opportunità che sta ponendo seri interrogativi ai quali il pensiero dominante sembra opporre solo silenzi imbarazzati, vecchie favole utopistiche e moralismo ottocentesco. È di fronte a questa domanda di senso che il genio di Marinetti sembra aver ritrovato nuova vita. Sarà forse perché tanti anni di boicottaggio più o meno esplicito per motivi ideologici hanno mantenuto “fresche” e non usurate le geniali provocazioni futuriste. O forse perché, in questo esordio di terzo millennio, non si placa di sicuro la voglia di “ergersi sulla cima del mondo e scagliare la sfida alle stelle”.

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June 28, 2007

La Cultura di AZIONE GIOVANI

Filed under: Cultura

La Nostra cultura non è un contenitore di nozioni, di precetti, di ideologie.
La Nostra cultura non nutre uomini in provetta o semplici ripetizioni di se stessi.
La nostra cultura è un eterno divenire, frutto di contaminazioni e sperimentazioni che muovono da una visione del mondo secolare, consolidata e condivisa.
La nostra cultura è fatta di esempi, uomini, idee che forniscono le chiavi di comprensione del presente e sono rivolte al futuro.

Il “ribelle” di Junger, ad esempio, era “hic et nunc”, qui ed ora, non viveva di ricordi, ma trovava nel passato e nel presente le ragioni per pensare ad un futuro che rispondesse ad una determinata concezione dell’esistenza. La nostra cultura non ha tempo: si nutre della concezione imperiale di Carlo Magno per parafrasare l’idea di un’Europa dei Popoli, come del volto sereno e determinato di Paolo Borsellino, simbolo di un’esistenza sacrificata alla lotta alla mafia ed alla difesa delle proprie idee; una cultura “identitaria”, nazionale ed europea, legata alla grande tradizione del Vecchio Continente.
La nostra cultura è la dimensione “verticale” dell’esistenza che ritroviamo nelle pagine del pensatore cattolico e spiritualista Augusto Del Noce, così come il ruolo determinante dell’individuo, motore e fulcro del proprio destino, cantato dal Zarathustra di Nietzsche.
La nostra cultura è quella di una Terza Via, politica, militare ed economica, ieri declinata in chiave esclusivamente anti – americana dagli autori della Nuova Destra italiana ed europea, oggi arricchitasi delle analisi di intellettuali come Andrè Glucksmann, cantore di un’Europa che si ribella alla fine della storia, aperta alla modernità ed alla modernizzazione, ma capace di difendere la propria specificità identitaria e culturale. La nostra cultura è quella del Marcello Veneziani “interventista”, teso a riportare ad una dimensione centrale il ruolo del “pensiero” nell’azione politica quotidiana, convinto che la Cultura non sia soltanto un inutile orpello, ma rappresenti invece un patrimonio da difendere e tutelare per una Nazione che pretende di essere protagonista del proprio destino.
La nostra cultura è tutto questo e molto di più. Non è riconducibile ad un progetto politico perché non potrebbe esserlo, ma è una splendida eresia, come la definirebbe Berto Ricci.
A questa Cultura riconosciamo il diritto delle contaminazioni e della critica: senza rimozioni, senza amnesie, con il coraggio di trovare percorsi inediti per una nuova Ideologia italiana.

Gilgamesh

Da: www.azionegiovani.org

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June 27, 2007

Ancora sull’immigrazione: Le Pen in Italia

Filed under: Eventi
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June 25, 2007

L’ ITALIA RADICALE….

Filed under: Cultura

Rifondazione comunista-comunisti italiani-partito comunista dei lavortori-partito marxista/leninista per la sinistra!!!!!!!!Mentre sul fronte della destra ci sono Alternativa sociale-forza nuova-fronte nazionale-movimento idea sociale-fiamma tricolore!!!!!!!Spesso ci chiediamo,ma esiste un paese cosi’ radicale in Europa?Personalmente non credo ma in un certo senso me ne vanto!!!!!!!!!!!!!!Molti si lamentano della poca liberta’ presente nel nostro paese sopratutto nell’ambito politico!!!Ma ne siamo sicuri?Io credo che la difficoltà di emergere per qst partiti(Per alcuni forse è meglio cosi chi mi conosce sa a quali tra qst partiti mi riferisco)non sta tanto nell’ostracismo e nell’ostruzionismo della classe politica dirigente ma nel fatto che l’opinione pubblica se ne frega!!!!!!Ma io mi domando e dico come è possibile che il popolo italiano non riesca a prestare attenzione a qst partiti???Hanno paura???Li considerano inaffidabili???Non li ritengono pericolosi??Sinceramente non saprei dare una risposta!!!!!!!!!!

 

Gilgamesh

 

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Aggiornamento OSA: Nasce CASA D’ITALIA PRATI

Filed under: Cultura
PRATI, «OSA» OCCUPA PALAZZO IN VIA VALADIER

Roma, 25 giu - L’hanno chiamata «Casa d’Italia Prati» e hanno esposto bandiere tricolori: così si presenta da questa mattina lo stabile vuoto già di proprietà della Siae all’angolo tra via Valadier e via Lucrezio Caro (zona Prati) occupato questa mattina da una ventina di famiglie organizzate dal circuito di destra Osa (Occupazioni scopo abitativo).

Il palazzo, dicono gli occupanti, ha ospitato fino a sei anni fa una scuola e poi era stato abbandonato. «È immorale che nella città esistano questi spazi vuoti lasciati alla speculazione - ha detto Gianluca Iannone di ‘Casa Pound’, un’altra occupazione del circuito »Osa« - Chiediamo che questo stabile venga affittato dal Comune per metterlo a disposizione di queste famiglie attraverso il mutuo sociale». Sono circa 20 le famiglie che da questa mattina occupano il palazzo.

«Sono tutti lavoratori italiani, anzi romani - ha aggiunto Iannone - Tutti hanno i requisiti per l’edilizia popolare, per questo il Comune si deve fare garante della loro situazione. Sappiamo che occupare non risolve l’emergenza abitativa a Roma che è enorme ma può essere uno strumento insieme al mutuo sociale per il problema casa». Sul posto, riferiscono gli occupanti, sono giunti i carabinieri e agenti in borghese. gca 251101 giu 07

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